La Donna dei Cerchi

scritto da Luca C_Max
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Autore del testo Luca C_Max
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Sono fortemente imbarazzato. Perché non ricordavo di averlo scritto. Me lo sono riletto con gusto e un poco di preoccupazione. Perché é evidente che da questa testa, e dita sui tasti, esce roba strana, senza che io sia poi particolarmente presente.
- Nota dell'autore Luca C_Max

Testo: La Donna dei Cerchi
di Luca C_Max

LA DONNA DEI CERCHI

- Questo è? Era questo che volevi mostrarmi? Tutto qui? -

Qualche malpensante penserà che fossi nudo e Lei riferisse a quello...
No, invece no.
Ero vestito e le presentai un Angolo. Un angolo vero, i tre assi che convergevano in un unico punto, s’incontravano al punto zero delle X, Y e Zeta. Non era in piano, aveva una sua pendenza e quota, aveva una sua Zeta.

Perché poi convenzionalmente la Z debba essere scritta per intero e le X e le Y no, non l’ho mai capito. Quindi, da adesso: Ics, Ipsilon e Z. Ho deciso così, ma credo ora abbia poca importanza

Torniamo alla storia.

- Mi spieghi? Perché mi hai portata qui?

Era semplicemente fantastico, perfetto; anche le ombre che creava e vi morivano dentro, avevano un fascino diverso. 

Lo avevo creato io e ne ero entusiasta.

Un angolo. Un angolo vero.

Alle solite, Lei, la Donna dei Cerchi, non capiva, non apprezzava, non riusciva a far scivolare la sua mente lungo quegli assi. Serviva un pensiero a punta, un pensiero che potesse infilarsi in quel punto zero, che facesse vibrare al piacere del nulla, provocato dal non poter più procedere in un’unica direzione.

Girare.

Dovevi girare, ma alla cieca.

La Donna dei Cerchi dava le sue soddisfazioni, sì, non lo si poteva negare; una botta alla botte, una al cerchio, una alla moglie, ubriaca o meno.

Questo lo sapevano tutti e pareva che a tutti stesse bene, anche se quelle non erano propriamente mogli ed erano sempre loro ad ubriacarti.

Con gli anni, il loro continuo ragionare per tondi, a volte, portava alla nausea; per quanto tu corressi, il gioco dei cerchi ti rimetteva sempre in gioco, tutti in vista, sempre, nessuno escluso.

Il circo ne era un esempio; le vacanze nelle sfere, un altro.

Certo, non si sa mai cosa si nasconde dietro a un angolo, ma il non sapere eccita, anche più che perdersi anima e corpo nella Donna dei Cerchi.

Il non sapere, se vuoi veramente vedere, ti rimette in discussione, sa di un nuovo gioco. E qui i giochi sembrano finiti.

Erano tutti appagati, gonfi e tondi, sereni e devoti alle sfere, sfrecciando sui cerchi e godendo del sesso a tutto tondo; avevano dimenticato che si poteva ancora cercare, che ci si poteva ancora domandare.

Che ci si poteva anche fermare, magari per un po’, ma anche fermare.

Lei mi prese per mano (per dirla meglio, più propriamente, me lo prese per mano); le sue rotondità facevano sempre vibrare. La Donna dei Cerchi mi si avviluppava addosso, secernendo il suo liquido vischioso, coprendomi di curve: sapeva che, entro breve, avrei secreto anche io, avrei segreto il mio liquido.

Secreto. Ed io avevo voglia di non avere segreti, forse non ne avevo in realtà, tranne uno: l’angolo.

Un segreto che volevo condividere con lei, lei che, invece, non capiva, lei che secerneva, che era nata per soddisfare, per non far ricordare; la sua funzione era di farti vivere in cerchi in cui chiedere e domandarsi era diventato inutile come pregare.

Nei cerchi, non ti nascondi, sei sempre a vista, puoi correre come un criceto nella sua ruota, ma non puoi nasconderti, non dietro un angolo.

Non volevo darle il mio seme, non quel giorno.

Perché quel giorno, girai l’angolo.

Il mondo indeterministico, con anche buio e temporali, disastri e malattie.

Oh! Ora ne ho anche la prova: dietro quell’angolo, si poteva anche ricominciare a scrivere.


Ciao

La Donna dei Cerchi testo di Luca C_Max
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